Questo sito fa uso di cookie per migliorare l’esperienza di navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’utilizzo del sito stesso. Utilizziamo sia cookie tecnici sia cookie di parti terze per inviare messaggi promozionali sulla base dei comportamenti degli utenti. Può conoscere i dettagli consultando la nostra privacy policy qui. Proseguendo nella navigazione si accetta l’uso dei cookie; in caso contrario è possibile abbandonare il sito.

Sezione dedicata alla danza spagnola più famosa del mondo.

Il flamenco è uno stile musicale e di danza con origini molto antiche, tipico dell'Andalusia, una regione a sud della Spagna , organizzato intorno al canto e alla sua poesia. Molte teorie ruotano attorno al Flamenco, le principali attribuiscono la sua nascita alla popolazione nomade dei Gitani, oggi ritenuti i custodi principali. L’Andalusia era nel XV secolo una regione improntata sulla multietnicità e fu proprio questa a favorire le condizioni ottimali per l’integrazione dei Gitani, i quali si adattarono alla cultura del posto mescolando la loro lingua con il Castigliano. Il flamenco affonda le sue radici anche nella cultura musicale dei Mori e degli Ebrei, ma fa oggi parte della cultura e della tradizione musicale spagnola.

Esistono varie teorie sull'origine del nome "flamenco", la più plausibile è il termine arabo Al-Andalus "felag mangu" (contadino sfuggente).

Dopo il periodo di oppressione religiosa, il flamenco vede una nuova ascesa integrandosi nei “Cafes Cantantes”, e dalla seconda metà dell’Ottocento ha attraversato i confini nazionali venendo rappresentato in tutto il mondo. Gli anni dal 1860 al 1910 sono chiamati infatti “età d’oro”. Nel 1922 a Granada, si creò il primo concorso per la ricerca di nuovi talenti e a partire dagli anni 50, nascono i tabalos, le peñas e le ferias, ovvero forme di spettacolo e manifestazioni pubbliche che negli ultimi anni si sono arricchite di famosi ballerine\i e cantaores con l’accompagnamento di chitarristi. La chitarra era assente all'inizio, mentre di recente è anche uno strumento solista. Sempre negli anni 50 del 1900, il ballo comincia ad essere praticato su tavole di legno, il tutto legato al suono che dovevano creare le scarpe chiodate. Intorno al XX secolo, il flamenco si è consolidato in quello che conosciamo oggi, e nonostante rimanga sempre legato alle origini, è un'arte in continuo sviluppo. Dal 2010 è Patrimonio Culturale dell’umanità.

Nel XIX secolo il vestito caratteristico era inteso come un vestito popolare semplicemente decorato per l’occasione. Dopo il 1929, grazie all'esposizione tenuta a Siviglia “l’esposizione iberoamericana”, il vestito diventa un elemento distintivo. Durante gli anni ha subito varie trasformazioni, rompendo ogni tanto la tradizione. Oggi è possibile scegliere tra vestiti di varie forme e colori, questo anche per quanto riguarda la parte maschile, principalmente costituita da camicia e pantalone stretto. Il vestito può essere più o meno lungo e avere anche una “coda” (Bata de Cola). L’ampiezza della gonna varia a seconda del tipo di Palos che viene interpretato. Nella Buleria, uno degli stili più difficili, soprattutto per quanto riguarda il tempo musicale, la gonna è molto ampia e infatti accompagna il movimento delle braccia o una serie di piedi. Nel Tientos dove il ritmo è lento, la gonna non è uno degli elementi principali, quindi è stretta dalla vita fino a sopra le ginocchia e successivamente si apre in una stoffa più ampia. Le scarpe da ballo possono essere in pelle o scamosciate e di vari colori, simili alle "scarpe Cuccarini”, questo per quanto riguarda le donne. Gli uomini invece utilizzano lo “zapatos” il tipico stivaletto con il tacco, il quale può variare da un’altezza di 3-6 centimetri, mentre il tacco della scarpa femminile varia dai 4-5 centimetri. Per i modelli professionali, la suola è cucita a mano. Gli accessori che completano il vestito variano anche questi dal tipo di palos eseguito. Lo stile classico di una donna comprende capelli raccolti, una rosa tra i capelli e un paio di orecchini (non sono sempre necessari). Il manton è un altro accessorio di accompagnamento, antico antenato del velo delle donne iberiche e arabe. Oggi possiamo trovarlo di diverse dimensioni e colori, con stoffa ricamata o semplice. Le nacchere o castañuelas, hanno la stessa funzione delle scarpe, quindi tengono il ritmo e accompagnano la musica. Hanno una destra e una sinistra e per riprodurre un suono corretto è necessario che una volta indossate rimangano leggermente aperte. Il ventaglio è un altro accessorio molto in voga, ha origini molto più antiche del flamenco, ma in questo ballo è impiegato come strumento di sensualità e comunicazione, infatti i movimenti sono una vera e propria forma di dialogo. I movimenti della donna sono sensuali e armoniosi, mentre la figura dell'uomo deve risultare imponente e forte.

Nel flamenco non si salta, non ci sono volteggi in aria, non si libra. Inoltre ai ballerini\e non sono richieste caratteristiche fisiche specifiche. In tutta l'arte del flamenco, dal ballo, al canto e alla chitarra, è richiesta la maturità nel saper interpretare un brano.

Gli stili musicali del flamenco sono detti palos. Ne esistono più di 90 e alcuni di questi sono eseguiti molto raramente o si stanno addirittura perdendo poiché non sono stati incisi da nessuno nella discografia, quindi la tradizione orale li sta dimenticando. I palos sono classificati secondo criteri musicali (ritmo, tonalità, velocità e melodia) e possono anche venire suddivisi in base all'origine geografica (ad esempio Granaína da Granada, Malagueña da Malaga, Rondeña da Ronda...). Alcuni di essi provengono da altri generi musicali e sono stati "aflamencados" nel corso del tempo, come può essere accaduto ad alcune sevillanas, ad alcuni fandango, alla farruca o ad altri canti. All'interno di una rappresentazione tipica di flamenco, il ruolo del chitarrista è quello di predisporre un "tappeto sonoro" (compás) per il cantante, che lo sostenga nella libertà e ortodossia interpretativa delle strofe, dette letras, intervallando il canto con degli assoli melodici, detti falsetas, per dargli pause di respiro. Nel caso in cui ci sia un ballerino, la chitarra deve accompagnarne adeguatamente i suoni ritmici , con particolare attenzione quando esegua una escobilla, che è il solo ritmico eseguito producendo suoni prevalentemente con le percussioni dei piedi.

Alcuni palos possono essere interpretati dal solo canto e chitarra, o anche dal ballo, altri prevedono solo il canto (possono essere "al golpe" se accompagnati dalla ritmica, come ad esempio il Martinete, o libres, come Pregones, Nanas, Tonas o Deblas), altri, forse la maggioranza, prevedono solo canto e chitarra e non vengono tradizionalmente accompagnati dal ballo.

Un ringraziamento particolare alla Maestra Elisabetta Romanelli e alle sue "ragazze" che sanno sempre emozionare.

Flamenco

 

0
0
0
s2sdefault

Sabato 4 e domenica 5 maggio 2019 il maestro Miguel Angel Espino ha tenuto uno stage presso Arteffetto Danza di Trieste: livello intermedio Sevillanas, livello avanzato Zapateado por Seguiryas. Ampia partecipazione allo stage e, come di consueto, alla festa del sabato sera, dove le allieve, la maestra Elisabetta Romanelli e il maestro Miguel Angel hanno trasformato lo storico Caffè San Marco di Trieste in una feria andalusa, con tanto di buleria.

News