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Sicuramente la fotografia è la mia passione, anche se non è una vera e propria mania.

Non sono di quelli che girano sempre con la macchina fotografica in mano (o almeno a portata di mano) e nemmeno sono uno scattatore seriale, che cerca di immortalare ogni evento in qualsiasi modo, per poi poterlo manipolare e trasformare in Photoshop per condividere con il resto del mondo la propria visione della realtà.

Al contrario, sono piuttosto parsimonioso negli scatti, forse perché ancora legato al ricordo della pellicola e dell'investimento che ogni scatto comportava. Approfitto delle occasioni per fare fotografie, occasioni che negli ultimi anni si sono concentrate sulla danza, per "colpa" di mia figlia Eleonora.

La premessa di base è che a me la danza non è mai piaciuta: non mi piaceva guardarla, non mi ha mai comunicato le giuste emozioni e nemmeno le sensazioni di una attività atletica di eccellenza. Ho una visione personale molto competitiva dello sport, avendo praticato atletica leggera. La preparazione serve per la competizione, che deve essere prima di tutto contro se stessi (o, meglio, contro il cronometro), e poi contro gli altri, che possono anche essere amici, ma in pista invece sono avversari.

Essendo mio malgrado entrato in questo mondo di scarpette, body, tutu e chignon, sto cercando di capirne l'essenza, di coglierla e di trasmetterla con le foto. Non so se ci riesco, perlomeno non mi pare di riuscirci come vorrei, ma forse vorrei quello che non si può fare: vorrei trasmettere attraverso le fotografie delle emozioni che non arrivano attraverso la realtà. Se ci riuscissi, farei proprio il contrario di quello che penso sia la fotografia, ovvero la scrittura, attraverso la luce, delle emozioni che la realtà può trasmettere.

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Ci sono, a volte, eventi che ci si presentano di fronte in modo totalmente inaspettato e non per forza devono essere negativi. Così, mentre noiosamente mi facevo trasportare da una città nei pressi di Quingdao (una delle città creative dell'UNESCO, penisola dello Shandong, Cina) verso la stazione ferroviaria, i mii accompagnatori decidono di fermarsi, in periferia, per scambiarsi di posto. Una discarica qualunque di una qualunque periferia cinese, però... immerse tra i rottami compaiono le ballerine, quasi a voler uscire da tanta bruttura per ricordarci che la grazia c'è, magari non si vede, ma in qualche posto c'è.

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In questa sezione sono raccolte le gallerie fotografiche relative a particolari eventi in cui è stata presentata una coreografia

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Ricordando Susanna... con il cuore e con la danza

Serata organizzata da ANDOS al teatro Palamostre di Udine con la partecipazione di cinque scuole provenienti da tutta la Regione Friuli Venezia Giulia, il cui ricavato è andato a favore di ANDOS.

Le scuole di danza ARTEFFETTO DANZA, ILYDANCE, CERON, BALLET SCHOOLMOVARTEX si sono alternate sul palcoscenico in uno spettacolo piacevole e denso di significati.

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Così siamo andati alle finali nazionali della Coppa Italia metodo PASS. Ma che cos’è il metodo PASS? Sul sito web del metodo www.metodopass.com lo si definisce come Performer Arti Sceniche Spampinato, dal nome dell’ideatrice del metodo, sig.ra Valentina Spampinato. Già una prima sorpresa è che alle finali nazionali l’acronimo P.A.S.S. diventa Performer Arti Scenico Sportive, con un evidente cambio di identificazione, quasi a voler ufficializzare qualcosa che appariva troppo egocentrico. Ma, in fondo, è solo un cambio di lettura di un acronimo, non sarà mica qualcosa di così grave…

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Anche questo 31 dicembre, per festeggiare l'arrivo dell'anno nuovo, si è svolto il tradizionale spettacolo al Teatro Sloveno di Trieste, sotto la direzione del vulcanico Andrea Binetti, che ha riunito attori, cantanti e, ovviamente, ballerini per 3 ore di musica, danza e sorrisi prima e dopo la mezzanotte.

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Dopo una breve presentazione, nella quale (finalmente) abbiamo rivisto ballare la Maestra Elisabetta Romanelli,

lo spettacolo di danza è iniziato con il Valzer n° 2, di Dmitri Shostakovich, interpretato in stile flamenco con la bata de cola, in una nuova interpretazione della fiaba di Cenerentola. Nella parte di Cenerentola Eleonora Acanfora.

Lo spettacolo è continuato con la proposta del celeberrimo España Cañi, nella versione ballata con manton

La seconda parte della serata ha invece visto delle coreografie che hanno fuso la tradizione flamenca con la danze contemporanea, come i pezzi dall'opera rock Notre Dame de Paris, con Chiara Villanovich nella parte di Esmeralda, supportata da Shanti Alessi Grzinic e Laura Campanella

e quindi con due pezzi tratti dal musical Chicago, interpretati da Chiara Villanovich e Laura Campanella

Naturalmente non solo danza, ma anche tanto spettacolo e tante canzoni

 

Attori, cantanti e ballerini si sono evidentemente divertiti, come il pubblico

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Sabato 4 e domenica 5 maggio 2019 il maestro Miguel Angel Espino ha tenuto uno stage presso Arteffetto Danza di Trieste: livello intermedio Sevillanas, livello avanzato Zapateado por Seguiryas. Ampia partecipazione allo stage e, come di consueto, alla festa del sabato sera, dove le allieve, la maestra Elisabetta Romanelli e il maestro Miguel Angel hanno trasformato lo storico Caffè San Marco di Trieste in una feria andalusa, con tanto di buleria.

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